Once

Piccolo, semplice ed onesto. Questo film è come una pinta di birra in un pub irlandese. Che poi quel pub irlandese è diventato una catena globalizzata e ti ritrovi a bere la stessa birra a Singapore o a vincere un Oscar come migliore canzone (Falling Slowly), non cambia la sostanza. Once è l’Irlanda come ce ne innamoriamo noi italiani pensando che ci assomigli anche un po’: sincera, passionale, attenta alla tradizione. In Once domina la musica ma non è un musical proprio perché il regista John Carney ha scelto una storia e dei protagonisti, lui un musicista di strada e lei una immigrata ceca con un passato di studi nelle sette note, che giustificano la presenza delle canzoni. Once è, bizzarramente, un CD animato ma non un videoclip. Once è soprattutto un piccolo film molto romantico, una carezza lieve, in cui l’apice si raggiunge quando i due si mettono di fronte al pianoforte e cantano insieme. Perché poi la passione trova le sue strade, che non sempre sono quelle canoniche. Niente di più. Tutto si regge sulla naturalezza dei protagonisti, Glen Hansard e Marketa Irglova, che quasi interpretano se stessi per le strade di Dublino. Senz’altro lo fanno musicalmente. Glen è stato il leader dei The Frames, i due li trovate insieme come The Swell Season su myspace all’indirizzo

http://www.myspace.com/theswellseason.

La colonna sonora è genuina e senza grilli per la testa, un po’ sullo stile intimista folk di Damien Rice.