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  • chiaravedecose 6:37 pm il Monday 31 December 2012 Permalink | Rispondi
    Etichette: Alt-J, Band of Skulls, Body Dope, Cat Power, Clinic, Daughn Gibson, Dean Blunt&Inga Copeland, Fiona Apple, Goat, Gonjasufi, Grizzly Bear, Liars, Matthew E White, Mount Eerie, Richard Youngs, Rudi Zygadlo, Swans, the Men, the Pre New, THEESatisfaction   

    20×2012: i dischi che mi hanno fatto girare la testa. 

    ECCE CLASSIFICA.

    banksy-cristoss1

    #20. The Prew New – Music for people who hate themselves

    #19. Dope Body – Natural History

    #18. Goat – World Music

    #17. Band of Skulls – Sweet Sour

    #16. Daughn Gibson – All Hell

    #15. The Men – Open Your Heart

    #14. THEESatisfaction – AwE NaturalE

    #13. Richard Youngs – Core To The Brave

    #12. Rudi Zygadlo – Tragicomedies

    #11. Mathew E White – Big Inner

    #10. Clinic – Free Reign

    #9. Liars – WIXIW

    #8. Fiona Apple – The Idler Wheel…

    #7. Mount Eerie – Clear Moon

    #6. Gonjasufi – MU.ZZ.LE

    #5. Cat Power – Sun

    #4. Alt-J – An Awesome Wave

    #3. Swans – The Seer

    #2. Grizzly Bear – Shields

    #1. Dean Blunt&Inga Copeland – Black Is Beautiful

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    • seo優化 8:47 pm il lunedì 24 giugno 2013 Permalink | Rispondi

      Excellent willing analytical vision to get details
      and may anticipate troubles before they will occur.

  • chiaravedecose 8:21 pm il Saturday 22 December 2012 Permalink | Rispondi
    Etichette: Dirty Boogie, Radio2, The Smiths   

    The Smiths, la rivincita dei perdenti. 

    The+Smiths+s1

    Lo scorso 6 dicembre è andata in onda la mia pillola radiofonica su Rai2 dedicata agli Smiths. Sul significato del loro avvento nel pop e l’influenza, a volte fortissima, che hanno avuto sui loro fan. Ad esempio un tizio di Denver… Beh questo e tutto il resto nel podcast di ‘Dirty Boogie’ che trovate qui.

     
  • chiaravedecose 1:01 am il Wednesday 18 January 2012 Permalink | Rispondi
    Etichette: Aidan Moffat, Battles, Baxter Dury, Bill Callahan, Bill Wells, Civil Civic, Classifica migliori dischi 2011, Dirty Beaches, Elbow, Jah Wobble, Joan As Police Woman, Julie Campbell, PJ Harvey, Stephen Malkmus, The Kills, Thurston Moore, Tune-Yards   

    Presto che è tardi! 15 dischi x 2011 

    #15 Jah Wobble&Julie Campbell – Psychic Life

    #14 Civil Civic – Rules

    #13 Joan As Police Woman – The Deep Field

    #12 Baxter Dury – Happy Soup

    #11 Battles – Gloss Drop

    #10 Black Keys – El Camino

    #9 The Kills – Blood Pressures

    #8 Tune-Yards – Whokill

    #7 Dirty Beaches – Badlands

    #6 Thurston Moore – Demolished Thoughts

    #5 Stephen Malkmus and the Jicks – Mirror Traffic

    #4 Elbow – Build a Rocket Boys!

    #3 Bill Callahan – Apocalypse

    #2 Bill Wells & Aidan Moffat – Everything’s Getting Older

    #1 PJ Harvey – Let England Shake

     
  • chiaravedecose 9:47 pm il Saturday 1 January 2011 Permalink | Rispondi
    Etichette: classifica migliori dischi 2010   

    Consigli per l’ascolto che fu (una specie di classifica 2010) 

    Per chi se li fosse persi, per chi è curioso, per chi li ha amati insieme a me e anche per chi li odia. Gli album che mi hanno allietato le alterne vicende del 2010. Non ho ascoltato proprio tutto, mi sono persa qualcosa per strada ma ne sono usciti fuori 20 e me/ve li faccio bastare.

    #20 Donna Regina – The decline of female happiness

    Si, questo disco è qui solo perchè il titolo è fantastico. Però effettivamente un ascolto potete darglielo: soft, gradevole, voce femminile suadente per pomeriggi casalinghi

    #19 Edwyn Collins – Losing Sleep

    Non sarà il disco che vi cambierà la vita ma il ritorno di Edwyn Collins merita un posto in classifica. E poi è un bel lavoro solido e caloroso con The Drums e Franz Ferdinand a rendere omaggio al grande scozzese.

    #18 The Books – The way out

    E niente: questi sono genialoidi. Quasi inascoltabili, però bravi. Vedete voi

    #17 Baths – Cerulean

    C’è del sentimento nel glitch. Lui, Will Wiesenfeld, ha 21 anni e vorrebbe collaborare con Bjork, secondo me ce la può fare.

    #16 Villagers – Becoming a jackal

    Core d’Irlanda. Folk romantico, classico e corposo come una Guinnes.

    #15 Eleven Tigers – Clouds are mountains

    The dark side of drum’n’bass.

    #14 Gonjasufi – A sufi and a killer

    Troppe canne fanno bene, apparentemente.

    #13 Yeasayer – Odd Blood

    M’ero appassionata. Arrivata a fine anno m’hanno rotto (eh, succede) però onore ad una interpretazione creativa del pop elettronico anni ’80

    #12 Efterklang – Magic chairs

    Bucolico nordico (it’s my cup of tea)

    #11 Xiu Xiu – Dear God, I hate myself

    Mille suonini per celebrare il malessere.

    #10 Amanda Palmer – Performs the popular hits of Radiohead

    with a banjo. Enjoy.

    #9 Perfume Genius – Learning

    Per me è già promosso.

    #8 Twin Shadow – Forget

    Non si spiega come un americano di origine portoricana con i capelli a banana faccia un languido e sognante pop elettronico di stampo britannico. Eppure lo fa egregiamente.

    #7 Lonelady – Nerve up

    Ha i capelli come La Roux ma suona un rock celebrale con chitarrina nervosa. Io un po’ la amo.

    #6 Sufjan Stevens – The age of adz

    Botti, cori, esplosioni, tric e trac: no, non è la partita della maggica ma un disco tendente al faraonico condito da beat elettronici. Munirsi di impermeabile, ogni tanto esonda.

    #5 Massive Attack – Heligoland

    Deve essere stato uno dei loro dischi più brutti perché nessuno l’ha inserito nelle classifiche di fine anno. Io non c’ho fatto caso.

    #4 Caribou – Swim

    Adatto a grandi e piccini: si balla, si canta, si sogna. Non so, vi deve spazzare anche per terra?

    #3 Arcade Fire – The Suburbs

    Bravi, bravissimi, tanti, tutti canadesi, video da paura. Basta.

    #2 The Fall – Your future, our clutter

    Si può essere vecchi e fare punk nel 2010 senza essere ridicoli? La risposta è si. Anzi: cazzo, siiiii!


    #1 The National – High Violet

    Ci sono dei gruppi che sembra stiano sempre cantando di un bellissimo e terribile amore contrastato anche se parlano di Obama. Ecco io stravedo, anzi strasento, per questa tensione.

     
    • Corteccia 1:33 pm il domenica 13 febbraio 2011 Permalink | Rispondi

      Amanda Palmer pensavo piacesse solo a me e quindi trovarla qui mi fa contento. Così come mi fa molto piacere che tu metta al primo posto i “The National” ; sono la scoperta (per me) più meglio degli ultimi due anni (dopo Mozart). E grazie per quelli che mi farai scoprire con questa lista. Salut
      P.S. Perché i National sono legati a Obama? Non so quasi nulla…

  • chiaravedecose 8:15 pm il Saturday 12 June 2010 Permalink | Rispondi  

    Drums! 

    Festa della Musica, 12 giugno 2010, Garbatella

    Peccato non poter restituire il suono dei tamburi. Un’anziana mi avvicina e chiede: “chi sono questi? In chiesa non si sentiva più niente!”. Eh!

     
  • chiaravedecose 8:08 pm il Saturday 12 June 2010 Permalink | Rispondi
    Etichette:   

    Il nasone velato 

    Fontanella, Pigneto, Roma

     
  • chiaravedecose 8:00 pm il Saturday 12 June 2010 Permalink | Rispondi
    Etichette:   

    Mocciosi 

    Pasticceria, circonvallazione Ostiense, Roma

     
  • chiaravedecose 1:04 am il Friday 28 May 2010 Permalink | Rispondi  

    Arte XXlarge 

    Apre finalmente il Maxxi di via Guido Reni, il museo delle meraviglie che Zaha Hadid ha regalato a Roma. Un’opera incompiuta, come ha tenuto a ricordare in conferenza stampa la stessa architetta, ma perfettamente in grado di stupefare lo sguardo dei visitatori.  Incastonato nelle sonnacchiose griglie parallele del quartiere flaminio si allunga come un serpente sinuoso e scintillante che sfugge continuamente all’occhio quando prova a comprenderlo tutto. Con un museo dal carattere così forte e dagli spazi non regolari una delle domande di tutti era: come si potranno allestire le mostre all’interno? Beh insomma, facendo oggi un giro per le varie mostre dell’inaugurazione (Gino De Dominicis, Kutlug Ataman, Luigi Moretti architetto e Spazio) mi sembra che se la siano cavata abbastanza bene. I miei preferiti? Le installazioni video del turco Ataman e il genio architettonico di Moretti. Se volete vedere le foto le trovate qui.

     
  • chiaravedecose 11:30 am il Monday 24 May 2010 Permalink | Rispondi
    Etichette: Dissonanze 2010, musica elettronica, Palazzo dei Congressi   

    Dissonanze armoniche 

    metafisica della pista

    L’edizione 2010 di Dissonanze è stata un condensato di ispirazioni. Una festa per le orecchie (torturate e felici) ma anche per gli occhi che ha accontentato tutti: gli amanti della tecno che hanno avuto l’occasione di sentire due raffinati numi tutelari del genere, Richie Hawtin anche sotto il nome di Plastikman (liturgico, dionisiaco) e Jeff Mills. L’uno l’architetto delle geometrie minimali, l’altro lo sciamano mentale di Detroit. Contenti anche gli amanti delle svisate indie e roots: in terrazza ha dominato il soul contaminato e scattoso di Jamie Liddell, la classe di Gil Scott-Heron, la power-disco-rock di The Phenomenal Handclap Band e la materializzazione di Gonjasufi (genere e artista a se stante).  Nel foyer hanno trovato spazio le sperimentazioni, che portano un passo più in là i campionamenti, l’hip hop non commerciale e il dubstep, contaminandoli con la sonorità tecno e sintetizzatori oscuri. Peccato che lo spazio, un po’ troppo di passaggio, non abbia reso il giusto omaggio agli show di Shackleton, Nosaj Thing, Martyn e ai beniamini di Pitchfork, i Neon Indian.

    Ma aldilà della selezione musicale il valore di un festival come Dissonanze è anche quello di prendere degli spazi architettonici romani e renderli ancora più espressivi dal contrasto (o inaspettata assonanza) con la musica che pulsa e la folla che li invade, che balla, che ascolta, che esulta. Il Chiostro del Bramante, il Palazzo dei Congressi, la teca dell’Ara Pacis vibrano intensamente, trovano un nuovo respiro. Dissonanze arricchisisce Roma e la avvicina al resto del mondo.

    Il resto delle foto qui.

     
  • chiaravedecose 3:17 pm il Monday 17 May 2010 Permalink | Rispondi  

    La tempestività di una transenna 

    Garbatella, Roma

     
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