Non è un Paese per Vecchi
Ossa rotta, pistole e deserto. Solo un pizzico di ironia. Questa volta i fratelli Coen ci vanno giù pesante portando sullo schermo in modo piuttosto fedele il romanzo omonimo di Cormac McCarthy. E’ il 1980, dove gli Stati Uniti confinano con il Messico, nella terra dove le strade sono nastri tra sabbia e cielo e dove si concentra un gran numero di faccende illegali assistiamo ad una spietata caccia all’uomo, inzuppata fin da subito nel sangue. Un cacciatore di frodo viene casualmente in possesso di una valigia piena di soldi destinata ad uno scambio di droga. Sulle sue tracce il più terribile dei killer, interpretato dal celebrato Javier Bardem con improbabile caschetto e un’etica tutta sua, estrema e deviata. Appena un passo indietro, il più spaesato degli sceriffi (Tommy Lee Jones) testimone stanco di un mondo che cambia. Le inquadrature sono ricercate e raffinate. Gli attori tutti molto bravi. L’azione è serrata, la violenza totale. Corre sottile sulla faccia di una moneta, pronta ad esplodere per mano del killer e mai si placa. La mitologia del sogno americano si scontra con la violenza che da sempre è il suo lato oscuro. Non è un Paese per Vecchi è un’asciutta riflessione sulla spietatezza della vita, gli ultimi bagliori di un mondo che cambia e la visione della morte. Buffo pensare che alcune scene sono state girate accanto al set de Il Petroliere, altra riflessione sudista sull’ossessione e sulla violenza, altro film da Oscar. I Coen ne hanno portati a casa quattro per Miglior film, miglior regia, miglior scenggiatura non originale e miglior attore non protagonista.
jikk 11:00 am on Mercoledì 19 Marzo 2008 Permalink |
Semplicemente unico. Anche questo film è stato recensito nel mio blog.
Saluti
jikk