Updates from Giugno, 2008 Nascondi commenti | Scorciatoie da tastiera

  • Once 

    chiaravedecose 4:01 pm on Monday 2 June 2008 Permalink | Replica
    Tag: Damien Rice, Dublino, John Carney, The Swell Season

    Piccolo, semplice ed onesto. Questo film è come una pinta di birra in un pub irlandese. Che poi quel pub irlandese è diventato una catena globalizzata e ti ritrovi a bere la stessa birra a Singapore o a vincere un Oscar come migliore canzone (Falling Slowly), non cambia la sostanza. Once è l’Irlanda come ce ne innamoriamo noi italiani pensando che ci assomigli anche un po’: sincera, passionale, attenta alla tradizione. In Once domina la musica ma non è un musical proprio perché il regista John Carney ha scelto una storia e dei protagonisti, lui un musicista di strada e lei una immigrata ceca con un passato di studi nelle sette note, che giustificano la presenza delle canzoni. Once è, bizzarramente, un CD animato ma non un videoclip. Once è soprattutto un piccolo film molto romantico, una carezza lieve, in cui l’apice si raggiunge quando i due si mettono di fronte al pianoforte e cantano insieme. Perché poi la passione trova le sue strade, che non sempre sono quelle canoniche. Niente di più. Tutto si regge sulla naturalezza dei protagonisti, Glen Hansard e Marketa Irglova, che quasi interpretano se stessi per le strade di Dublino. Senz’altro lo fanno musicalmente. Glen è stato il leader dei The Frames, i due li trovate insieme come The Swell Season su myspace all’indirizzo

    http://www.myspace.com/theswellseason.

    La colonna sonora è genuina e senza grilli per la testa, un po’ sullo stile intimista folk di Damien Rice.

     
  • In Bruges – La Coscienza dell’Assassino 

    chiaravedecose 9:51 pm on Sunday 18 May 2008 Permalink | Replica
    Tag: Belgio, Brendan Gleeson, Bruges, Colin Farrell, doppiaggio, Martin McDonagh, Ralph Fiennes, versione originale

    Cosa aspettarsi da uno sceneggiatore che esordisce alla regia? Una storia non banale e tanti bei dialoghi. L’irlandese Martin McDonagh ci riesce con questa strana pellicola che è In Bruges. Fin dalle prime battute è tutto uno spiazzamento: bizzarra la location, la cittadina medievale che ben presto diventa una delle protagonista della storia. Bizzarri i due killeri irlandesi (il giovane Colin Farrell e l’anziano Brendan Gleeson) fin troppo umani nelle loro insicurezze e nei modi di reagire ad un esilio nelle fiabesche brume belghe. Bizzarre le loro battute così brillanti e “down to earth”. Questi due sono killers con una macchia da scontare, eppure sembrano due turisti stralunati, il più maturo interessato a tutte le bellezze artistiche del posto, il più giovane recalcitrante come un adolescente in gita scolastica.

    Il film all’inizio prende dunque i suoi tempi, li dilata su Bruges salvo poi far aleggiare sempre più insistentemente un’atmosfera cupa simboleggiata anche dai quadri di Bosch. Mano a mano vengono introdotti nuovi personaggi, ognuno di loro compiuto anche nel ruolo più piccolo. Ognuno di loro fonte di nuove battute, incontri e scontri. Fantastico Jordan Prentince, l’attore nano che prende la chetamina (un tranquillante per cavalli che viene usato come droga nei rave e non solo), brava la nuova stella francese Clémence Poésy, perfetto Ralph Fiennes in un ruolo a lui congeniale di gelido e inesorabile capo dei killers.

    Quando la storia procede e i giochi si fanno duri i duri continuano a rimanere in un equilibrio sempre più spiazzante tra commedia e tragedia, tra umanità e legge d’onore, tra speranza di redenzione e destino scritto. Forse verso la chiusura la sceneggiatura investe su un colpo di scena poco plausibile anche se in qualche modo annunciato più volte nel corso del film. A conti fatti In Bruges funziona fino in fondo anche se è uno di quei film che non vuole ricadere in nessun genere. Per questo ma anche e soprattutto per il doppiaggio immagino che non avrà vita né facile né lunga nelle nostre sale.

    Il doppiaggio in italiano è veramente una cosa ignobile e non sto esagerando. basta considerare che in un film come questo dove la maggior parte delle battute sono create su differenze di nazionalità, accenti, lingue, ecc gli americani sono doppiati come Stanlio e Ollio. Per chi ha la possibilità di farlo e per chi se lo vuole godere veramente, godendo anche delle belle voci di Farrell, Gleeson e Fiennes, va assolutamente visto in originale.

    A proposito di godimenti: per le lettrici del blog una bella foto del regista Martin McDonagh!

     
    • Homera 10:10 pm on Domenica 18 Maggio 2008 Permalink | Replica

      ammazzete, Martin.

    • Gatta Cicoria 1:44 am on Lunedì 19 Maggio 2008 Permalink | Replica

      Esimia collega di visione, la tua recinzione è impeccabile, quasi quasi io passerei. Ubi maior minor cessat, appunto me ne vado al cesso a vedere se trovi i doppiatori per picchiarli.

      Lingua originale per tutti i film sempre e comunque!

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