Consigli per l’ascolto che fu (una specie di classifica 2010)
Per chi se li fosse persi, per chi è curioso, per chi li ha amati insieme a me e anche per chi li odia. Gli album che mi hanno allietato le alterne vicende del 2010. Non ho ascoltato proprio tutto, mi sono persa qualcosa per strada ma ne sono usciti fuori 20 e me/ve li faccio bastare.
#20 Donna Regina – The decline of female happiness
Si, questo disco è qui solo perchè il titolo è fantastico. Però effettivamente un ascolto potete darglielo: soft, gradevole, voce femminile suadente per pomeriggi casalinghi
#19 Edwyn Collins – Losing Sleep
Non sarà il disco che vi cambierà la vita ma il ritorno di Edwyn Collins merita un posto in classifica. E poi è un bel lavoro solido e caloroso con The Drums e Franz Ferdinand a rendere omaggio al grande scozzese.
#18 The Books – The way out
E niente: questi sono genialoidi. Quasi inascoltabili, però bravi. Vedete voi
#17 Baths – Cerulean
C’è del sentimento nel glitch. Lui, Will Wiesenfeld, ha 21 anni e vorrebbe collaborare con Bjork, secondo me ce la può fare.
#16 Villagers – Becoming a jackal
Core d’Irlanda. Folk romantico, classico e corposo come una Guinnes.
#15 Eleven Tigers – Clouds are mountains
The dark side of drum’n'bass.
#14 Gonjasufi – A sufi and a killer
Troppe canne fanno bene, apparentemente.
#13 Yeasayer – Odd Blood
M’ero appassionata. Arrivata a fine anno m’hanno rotto (eh, succede) però onore ad una interpretazione creativa del pop elettronico anni ’80
#12 Efterklang – Magic chairs
Bucolico nordico (it’s my cup of tea)
#11 Xiu Xiu – Dear God, I hate myself
Mille suonini per celebrare il malessere.
#10 Amanda Palmer – Performs the popular hits of Radiohead
with a banjo. Enjoy.
#9 Perfume Genius – Learning
Per me è già promosso.
#8 Twin Shadow – Forget
Non si spiega come un americano di origine portoricana con i capelli a banana faccia un languido e sognante pop elettronico di stampo britannico. Eppure lo fa egregiamente.
#7 Lonelady – Nerve up
Ha i capelli come La Roux ma suona un rock celebrale con chitarrina nervosa. Io un po’ la amo.
#6 Sufjan Stevens – The age of adz
Botti, cori, esplosioni, tric e trac: no, non è la partita della maggica ma un disco tendente al faraonico condito da beat elettronici. Munirsi di impermeabile, ogni tanto esonda.
#5 Massive Attack – Heligoland
Deve essere stato uno dei loro dischi più brutti perché nessuno l’ha inserito nelle classifiche di fine anno. Io non c’ho fatto caso.
#4 Caribou – Swim
Adatto a grandi e piccini: si balla, si canta, si sogna. Non so, vi deve spazzare anche per terra?
#3 Arcade Fire – The Suburbs
Bravi, bravissimi, tanti, tutti canadesi, video da paura. Basta.
#2 The Fall – Your future, our clutter
Si può essere vecchi e fare punk nel 2010 senza essere ridicoli? La risposta è si. Anzi: cazzo, siiiii!
#1 The National – High Violet
Ci sono dei gruppi che sembra stiano sempre cantando di un bellissimo e terribile amore contrastato anche se parlano di Obama. Ecco io stravedo, anzi strasento, per questa tensione.

Corteccia 1:33 pm on domenica 13 febbraio 2011 Permalink |
Amanda Palmer pensavo piacesse solo a me e quindi trovarla qui mi fa contento. Così come mi fa molto piacere che tu metta al primo posto i “The National” ; sono la scoperta (per me) più meglio degli ultimi due anni (dopo Mozart). E grazie per quelli che mi farai scoprire con questa lista. Salut
P.S. Perché i National sono legati a Obama? Non so quasi nulla…