Be Kind Rewind

6 05 2008

Il francese Michel Gondry è un regista unico nel suo genere: creativo e sognatore, con un suo senso dell’umorismo e una visione precisa della vita. Ma perché diamine non si prende un bravo sceneggiatore?! Il suo genio incontenibile, che taglia e manipola strati di cartone come se fossero oggetti animati, momentaneamente “imbrigliato” nella scrittura di Kaufman diede alla luce un piccolo grande capolavoro come Se mi lasci ti cancello. Con il seguente L’Arte del sogno Gondry si è voluto cimentare nella scrittura accartocciandosi letteralmente su se stesso e sulle sue fantasmagoriche creazioni rigorosamente lo-fi.

Nel nuovo Be kind rewind Gondry non ripete l’errore e da maggiore spazio alla storia, per la prima volta ambientata in America, dove vive ora. Si parte da atmosfere che ricordano decisamente Clerks: l’amico (Jack Black) un po’ fuori di testa del commesso (Mos Def) del videoshop “Be Kind Rewind” gli smagnetizza per errore tutte le cassette del negozio (si, le cassette non i dvd). I due saranno costretti ad inventarsi qualcosa di completamente nuovo per rimediare all’errore, gireranno loro stessi i film creando una versione sweded, svedesizzata nel senso che è più cara perché arriva da un paese “esotico”che nella traduzione italiana diventa maroccata per l’assonanza con taroccata. Il successo delle versioni sweded si interseca con una corsa al salvataggio del palazzo fatiscente in cui risiedono i locali del videoshop che vede coinvolto in prima persona il proprietario del negozio (Danny Glover).

Il film è molto divertente nelle parodie,  puramente gondriane nella realizzazione fantasiosa e volutamente infantile, di film famosi come King Kong, A spasso con Daisy, Ghostbusters, Robocop e naturalmente Rush Hour 2. A botte di entusiasmi, solidarietà e facili fortune, la storia si trasforma in una grande testimonianza d’amore per il cinema che, soprattutto nel finale, assomiglia incredibilmente a Nuovo Cinema Paradiso del nostro Tornatore. Ancora una volta il cinema di Gondry, vive meglio nella fioritura di mille idee (ben suddivise e valorizzate nel sito bekindmovie.com dove potete maroccare i vostri film preferiti) che nella sostanza e nella continuità di una storia. Almeno finché il buon Michel, non per niente famoso per i suoi video musicali e i corti di animazione, non abbandonerà solo un poco la sua passione anarchica e deciderà di affidarsi a qualche magico domatore della struttura filmica.


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Una risposta a “Be Kind Rewind”

6 05 2008
bruno (17:14:30) :

quando ho visto l’arte del sogno ho pensato la stessa cosa che scrivi tu, ma perché non si prende un bravo sceneggiatore?
e devo dire che è una cosa che dovrebbero fare anche tanti altri registi con meno talento di lui!
a presto!

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