Prima cosa, se andate a vedere questo film dimenticatevi tutto: la storia, gli attori la loro recitazione, gli snodi della trama che non si capiscono, quelli poco plausibili e soprattutto il miami vice che conoscevate dalla TV. mettetevi nelle prime file e preparatevi ad un’esperienza sinestetica (immagini e musica) da brivido. Michael Mann: quest’uomo ha una visione. Un’estetica delle cose così forte e immaginifica che parte da miami ed entra direttamente nella tua anima come una delle innumerevoli pallottole del film. Scene notturne di porti, magazzini, metropoli illuminate da luci livide, fredde e, di contrasto, il cielo cristallino delle alte quote con la luce abbagliante e il biancore delle nuvole. i lampi sopra miami, le palme sbattute dal vento. immagini sporche, granulose, sfocate, mai scontate. un brivido rock, sottolineato dalla musica di moby, mogwai e la voce calda di chris cornell. Il film è quasi muto e quando parlano si rimpiange il silenzio. sono le immagini a farla da padrona e, naturalmente, l’azione. del telefilm rimangono le macchine, le case e le barche lussuosissime, qualche giacca con le spalline e si aggiunge l’uso parossistico del cellulare. per ricattare, minacciare, fare riprese compromettenti, salvare vite, distruggerle… i due eroi hanno sempre l’orecchio sul telefono.<br><br> nell’azione, nelle bellissime scene della sparatoria finale e in quelle di sesso, l’estetica di Mann trova una via realistica, viscerale e ancora incredibilmente estetica. Sedetevi davanti e entrate nel mondo oscuro di Michael Mann.visto martedì 26 settembre al multisala Odeon, milano. anteprima studio universal.